venerdì 23 gennaio 2009

La ragione e/è la speranza

di Stefano Musso
Nuovo uomo, nuove idee, solidi valori. B.Obama ha incantato con la sua ascesa politica i giovani e i vecchi, i bianchi e i neri nei vari continenti e oggi incarna la Presidenza degli USA ed un rinnovato sogno americano.
Sperare è un diritto, pare dire la sua storia. Il carisma e i progetti del neo-presidente non fanno dubitare delle sue qualità personali, ma è soprattutto il suo messaggio politico che insegna ad avere coraggio: non si è servito della paura, del razzismo, della difesa degli interessi di parte; nonostante fino a un anno fa questi elementi sembrassero imbattibili. Al contrario, la spinta verso il cambiamento futuro e l'assunzione delle proprie responsabilità nel presente sono gli ingredienti con cui si è guadagnato la fiducia. Suscitare la speranza, poi, comporta dei doveri.
L'America infatti non è innocente, e nemmeno onnipotente. Nessuno Stato lo è. E allora, accanto all'utile entusiasmo mettiamo anche il necessario realismo. In questi ultimi anni molte cose sono cambiate in maniera inarrestabile: la Cina produce gran parte dei beni di consumo globali e controlla miliardi di $ americani, mentre il crollo delle borse sta ridisegnando l'economia internazionale. Il mondo è cambiato e non solo per colpa di Bush.
La politica non è una religione e allora non aspettiamoci da Obama un messia: un uomo politico non cancella “il male dal mondo”, né – più prosaicamente – ha “la bacchetta magica” per tutti i nostri problemi. Attendiamoci dalla politica ciò che essa può dare. Obama sarà un buon presidente se fornirà proposte intelligenti e se ripulirà gli Stati Uniti dalle macchie che si sono accumulate in questi anni. La storia gli presenta il conto:
- Guantanamo aperta e i diritti individuali intaccati;
- la maggiore produzione di CO2 del mondo;
- le profonde disuguaglianze sociali;
- la guerra in Afghanistan e in Iraq;
- le basi americane sparse sempre più per il pianeta (qualcuno vuole contare quante sono in Suditalia? Qualcuno è al corrente che ne verrà aperta una nuova, rifiutata dalla Spagna, e accolta da Berlusconi?) e un peso crescente dei vertici militari nelle scelte politiche (e il '900 insegna).


Barack Obama, alla luce dei primi provvedimenti, sembra aver presente questa lista. Se si attiene alle sue promesse è già buono. Ma per molti altri problemi, non siamo ingenui, non è un leader da solo a poter cambiare le cose, bensì occorre che la gente faccia la sua parte. Anche Obama l'ha detto: “sì, NOI possiamo”, possiamo insieme, al plurale: non lasciamo tutto in mano ad una sola persona. E poi questa...in parole semplici...è la sfida della democrazia.

venerdì 16 gennaio 2009

LIBERI E FORTI, SEMPRE

Il Partito Popolare di don Luigi Sturzo e l'Appello ai Liberi e Forti hanno 90 anni.
Di fronte a uno dei monumenti del '900 della politica, della cultura sociale e della avversione alle dittature quale è stato don Sturzo e ai contenuti programmatici del suo movimento politico, che hanno fatto dire allo storico Chabod che "il PPI è stato il fenomeno politico più importante del novecento", anche noi ci inchiniamo riverenti e ricordiamo sia l'uomo, che ha pagato con l'esilio la sua coerente azione, sia il promotore di iniziative sociali e cooperative che hanno dato origine ad un progetto di personalismo comunitario, di valorizzazione delle autonomie locali e delle organizzazioni sociali intermedie, oltre che una politica di collaborazione internazionale e di pace basata sulla giustizia.
Poichè i giornali locali non hanno, per ora, pubblicato il ricordo del 90° anniversario della costituzione del PPI che gli abbiamo trasmesso invitiamo, per chi volesse approfondire, a visitare il sito www.fermentinews.it

lunedì 12 gennaio 2009

SOGNI

La neve costituisce un panorama unificante tutto il Monferrato. Ci voleva un evento meteo per rendere il nostro territorio un qualcosa di unico. Sogno che questo si possa verificare anche nei programmi e nelle scelte amministrativa future dei nostri rappresentanti.

Accatasto idee provocatorie in attesa che qualcosa si avveri: il 2015 è vicino e l'Expo di Milano sarà un'occasione unica per tuto il nord ovest, tant'è che le Provincie di quest'area hanno dato vita ad una Fondazione proprio per lavorare insieme per alcuni obiettivi. Ci piacerebbe sapere cosa si prevede per noi (interventi, realizzazioni, sviluppo di progetti, richieste), il tema della fame da contrastare e delle produzioni agricole da qualificare e sviluppare deve interessare le terre di vini e di ortaggi e di cereali; tra corridoio 5 (quello dell'alta velocità) e quello dal mare al centro Europa cosà dovranno sopportare queste terre e quali infrastrutture li interesseranno?: la logistica e le imprese per lo sviluppo di nuove energie?; arenatasi l'idea della 2^ Corte d'Appello perchè non prevedere all'ex Casaerma Bixio la Cittadella dell'istruzione Superiore e Universitaria, con laboratori e tutti gli spazi necessari ad una didattica nuova e più moderna liberando il centro anche dal parcheggio di auto di studenti e operatori scolastici; alle ex Casermette si potrebbe invece destinare tutta l'area giudiziaria (Tribunale, Corte d'Appello, spazi per avvocati). Ma sono sogni ...e poi, in tempo di crisi le urgenze sono sociali, economiche, occupazionali. E' anche vero però che è in tempo di crisi che bisogna osare, rischiare, inventare ... e pensare anche a modalità nuove per una migliore partecipazione: organismi per la Democrazia Deliberativa che permettano ala popolazione monferrina di esprimersi e decidere sulle scelte di lungo periodo che abbiano carattere inter o sovraccomunale.
Ma restano soltanto sogni
Carlo

giovedì 1 gennaio 2009

RICORDIAMOCI PER TUTTO IL 2009

Gad Lerner, nostro conterraneo per residenza, ha pubblicato sul suo blog questa lettera ricevuta da un immigrato. Teniamo presente questa situazione, che è di troppe persone; se vogliamo che la democrazia sia effettiva e se teniamo alla convivenza è bene garantire a tutti i diritti di cui sono possessori in quanto uomini, o almeno riconoscerglieli in tempi accettabili. In un Paese normale questo è il meno che si possa chiedere!


Al Gentilissimo sig. Gad Lerner

Mi chiamo L… Sono un cittadino di Mauritius. Anzitutto mi scusi se ho indirizzato questa lettera e lei ma scrivo per farvi sapere quanta discriminazione e disagio subiamo ogni minuto del giorno. Io non sono un laureato ma un semplice domestico onesto e di buon senso che lavora da vent’anni in Italia, in regola, con la fedina penale pulita e le tasse pagate. Sono sposato e il 27 marzo 2008 mia moglie è venuta a Milano con un visto turistico, con tanta fatica. Per non farla stare come clandestina è tornata a casa la data prestabilita. Ho fatto la domanda per un ricongiungimento familiare, avendo la casa e il lavoro fisso, con i contributi in regola.Dunque da sei mesi ho fatto la domanda: nessuna risposta. Telepaticamente ci hanno detto che ci vogliono tre mesi di attesa per il deposito dei documenti originali. Fino adesso, neanche l’ombra! Prima la legge diceva che servono 90 giorni a seguito del deposito, adesso hanno cambiato: da ottobre ci vogliono 196 giorni, mi dica lei. Allo sportello unico non ricevono e non rispondono; al telefono nessuno è in grado di dire niente.Ho fatto la fila dalle 5 di mattina in via Montebello (Ufficio Stranieri della Questura di Milano, ndr). Quando sono arrivato allo sportello alle 11,50, mi hanno detto che è la sede sbagliata. Quando ho chiesto agli addetti, mi hanno risposto che non sanno nemmeno loro. Mi dica lei.I poliziotti sono sgarbati, maleducati, insolenti nei nostri confronti. Ci trattano come dei pezzenti. Mi chiedo: ho il diritto di sapere qualcosa dato che da vent’anni sono qui in regola e con le tasse pagate?Vi cito il caso di una mia amica, anche lei qui da vent’anni. È andata a ritirare il permesso di soggiorno dopo un anno e otto mesi. Glielo hanno dato per tre mesi. Ma hanno sbagliato a scrivere il cognome del figlio minore. Colpa loro! Da dieci giorni la mia amica sta girando per nulla. Deve assentarsi dal lavoro e rischia di perdere il posto. Ogni mattina deve portare con sé i due bambini per presentarsi presto alla Questura. Nemmeno loro possono andare a scuola! Lei fa la portinaia, i condomini sono stufi e dicono che si vergognano di essere italiani.La Lega vuole speculare su di noi facendoci pagare 200 euro per rinnovare il nostro permesso di soggiorno ogni 3 mesi. All’anno ci costerebbe 1.200 euro e ne guadagniamo 1.000 se ci va bene.Gli italiani ci affidano i loro preziosi cari nelle mani: colf, badanti, baby-sitter. Se una badante deve alzarsi alle 3 di mattina per andare a fare la fila alla Questura e torna alle due di pomeriggio se tutto va bene, nel frattempo chi va a assistere la persona malata, chi porta i bambini a scuola, chi dà le medicine prescritte all’ora giusta, chi li pulisce quando hanno fatto la cacca a letto? Chi? I Maroni, Bossi, Calderoli, Castelli o Gasparri che parlano a vanvera?Io mi auguro che capiti a qualche politico senza anima e cuore di avere qualcuno dei loro cari fermo a letto, per capire che cos’è la vita di una badante. Intanto loro sono carichi di soldi, si possono permettere le case di cura. Come sono immorali e senza pietà: vergogna!Mi chiedo: perché ci sono extracomunitari di serie A-B-C? I calciatori hanno tutti i privilegi, assistenti e belle ragazze naturalmente. Gli extracomunitari che lavorano nel mondo dello spettacolo non devono fare la fila come noi. Senza fatica hanno tutte le carte in regola e l’assistenza.Mi chiedo: quanti di loro che guadagnano fior di soldi sono evasori fiscali? Essendo vip, non fanno fatica nemmeno per avere la cittadinanza. Come Maratona: quando torna in Italia lo accogliete come un eroe, gli danno una barca di soldi, alloggio gratis. Anche se era scappato senza pagare le tasse, alla Rai viene ospitato come un re. E noi dobbiamo pagare il canone. È una vergogna!



Ricordiamoci per tutto l'anno di queste situazioni e ognuno, per quanto lo riguarda, faccia il possibile per porre rimedio. Auguri per un 2009 più democratico

domenica 28 dicembre 2008

E' POSSIBILE SPERARE?

Il Presidente del Consiglio italiano pro - tempore ci fa un regalo di Natale con una provocazione: " Se vengono pubblicate mie intercettazioni, lascio l'Italia". Appello a magistrati, giornalisti e chi ne ha la possibilità: accogliete la provocazione! Per favore, accoglietela subito! Fate questo favore all'Italia. E' la possibilità per tornare ad essere una democrazia normale; con tutti i problemi, le difficoltà, le incomprensioni che esistono in tutte le democrazie...ma sarebbe una situazione normale. Saremmo un Paese che anzichè dover pensare a leggi ad personam, a conflitti di interesse, al peso e al futuro di questa o quella rete televisiva, a bloccare l'azione dei magistrati potremmo occuparci di scelte economiche, di futuro ambientale, di sostegni sociali a chi ha maggiori difficoltà, ad una politica estera non di sole pacche sulle spalle, ecc. Aspettiamo con ansia di trovare nella calza della Befana la risposta ai nostri desideri.
Cosa ne pensate amici "cittadini"?
POVERO DIAVOLO

lunedì 22 dicembre 2008

E' Natale?


Cos'è Natale? Una festa per i bimbi, un essere tutti più buoni per qualche giorno, lo scambio di regali, le vetrine illuminate, implorare la pace............???????????
Natale è una Persona che nasce; per chi crede, è Dio che ha preso la nostra natura umana e si è fato carne come noi; è il momento, atteso da secoli, per la salvezza.....ma una salvezza diversa da come la si aspettava e da come la vorremmo anche noi. Le malattie, la morte, le sofferenze, ecc. continuano come prima, ma sappiamo che questa non è l'ulima parola. E noi possiamo contribuire a fare arrivare la Parola che salva a tutti, con l'impegno per la giustizia, con la solidarietà e l'amore che si fanno dono totale, con l'umiltà che rispetta i diritti altrui. Questa è la provocazione di ogni Natale



BUON NATALE

e

FELICE 2009

giovedì 18 dicembre 2008

È ANCORA EDUCATIVA LA COSTITUZIONE?

Mentre l'Italia è sconvolta dal maltempo, dalla crisi economica, e (cosa ancor più grave) da un riemergere di corruzione e di intrecci economia-politica, a Casale Monferrato su iniziativa del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, dell'Azione Cattolica e delle Aree Pastorali "Cultura e Comunicazione" e "Socio Politica e del Lavoro", si continua nelle iniziative di Formazione alla Cittadinanza, celebrando il 60° della Costituzione Italiana. Relatore nella serata del 17 dicembre il Prof. Renato Balduzzi, costituzionalista. Al di là della relazione puntuale e interessante sul tema "La Costituzione Italiana ha ancora un ruolo educativo?" e del ricco dibattito che ha coinvolto anche alcuni giovani, va sottolineato che l'aspetto educativo che ne emerge è proprio il ripartire dai principi e dall'impianto equilibrato e garantista della Costituzione stessa; che i cattolici vogliono tornare a dire la loro nell'agorà chiedendo a tutti di ripartire da princìpi condivisi e non da colpi di maggioranza; che si indicano obiettivi alti per riottenere la fiducia dei cittadini e per lavorare al bene comune. Anzichè affari, pragmatismo spicciolo, efficienza fine a sè stassa, tagli indiscriminati, la Chiesa Casalese invita ad un pensiero alto e a ripartire dalla solidarietà, dalla persona e da un sistema comunitario. Speriamo che anche gli altri attori della società (ad iniziare dalla politica) operino con queste finalità e non solo orientati da motivazioni elettoralistiche o da interessi immediati; che anche la fuoriuscita dalle difficoltà aziendali si basi su valori etici e non solo finanziari.

mercoledì 10 dicembre 2008

Solidarietà

A seguito di scritte razziste contro un sacerdote di colore di Cerrina e nei confronti degli extracomunitari, esprimiamo al viceparroco di Cerrina don Désiré, sacerdote di colore di origine togolese, la nostra solidarietà e la vicinanza per questi gesti ignobili, indegni del popolo monferrino.
Non é il caso di aggiungere che queste scritte esprimono infinità stupidità e offendono tutti coloro che si sentono parte di un’unica umanità; e proprio in questi giorni in cui ricorrono i 60 anni della Dichiarazione dei Diritti Umani, non possiamo non sottolineare come la fratellanza sia un obiettivo a cui le comunità e i popoli devono tendere, riconoscendo a tutti la dignità e il rispetto.

Democrazia di ieri...democrazia di oggi

Lo storico Guido Formigoni, sarà a Casale Monferrato nel mese di gennaio, invitato dal Centro Pastorale Diocesano - Area Socio-politica e del lavoro. E' l'autore di questo interessante libro che vuole affrontare i nodi che possono condizionare, se non risolti, i rapporti tra la Democrazia e il cattolicesimo italiano anche nel terzo millennio. La modernità democratica nel XX° secolo ha influito sulla Chiesa e sul cattolicesimo italiano, e specularmente le élites cattoliche (laicato e gerarchia) hanno affrontato la sfida, dando vita a molteplici esperienze e riflessioni. Da questa storia emergono questioni che sono tornate decisive per la nostra vicenda civile e politica: l’idea “guelfa” della nazione, il complesso equilibrio del “cattolicesimo democratico”, l’eredità delVaticano II e gli effetti della “scelta religiosa” della Chiesa italiana, il progetto culturale e il ruolo della Cei, la crisi dell’unità politica nella Democrazia cristiana, il difficile rapporto del cattolicesimo con la democrazia e la laicità della politica. Come i cattolici impegnati in politica nell'immediato dopoguerra hanno contribuito a ideare e realizzare lo Stato Democratico, anche oggi serve questo servizio da parte dei credenti, insieme a tutte le altre persone di buona volontà, e desiderose di vera giustizia sociale, di libertà da tutti i condizionamenti, e di solidarietà nei rapporti privati e istituzionali, per ridare all'Italia e all'Europa Unita i valori e lo spirito che consentano di rispondere in modo adeguato e rispettoso dei diritti umani alle sfide dei prossimi decenni

martedì 18 novembre 2008

CONTRO L'AMIANTO E PER LA SALUTE: interpellanza parlamentare

L’On. Luigi BOBBA (PD), Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha presentato un’interpellanza urgente al Ministro del Lavoro e della Salute e al Ministro della Giustizia relativamente al grave problema delle malattie provocate dall’amianto (l’interpellanza ha come primo firmatario il deputato Franco Narducci ed è stata sottoscritta anche da Cesare Damiano, Marco Calgaro, Giorgio Merlo, Piero Fassino e Anna Rossomando). Spiega l’On. Luigi BOBBA: “Gli stabilimenti di Casale Monferrato e di Cavagnolo sono tristemente noti in tutto il mondo in considerazione del lunghissimo periodo di attività della Eternit, che per ottanta anni vi ha prodotto manufatti in cemento-amianto. Poche settimane fa, il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha chiuso la megainchiesta sulla Eternit (la multinazionale svizzera dell’amianto operante negli stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo), chiedendo il rinvio a giudizio per disastro doloso e omissione volontaria di misure antinfortunistiche dei vertici dell’azienda, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain”. Successivamente a tale rinvio a giudizio, il titolare della Eternit Stephan Schmidheiny, ha «lanciato», attraverso i propri legali, un’offerta di indennizzo individuale alle parti civili, vale a dire ai familiari delle vittime, consistente in alcune decine di milioni da dividere tra coloro che avevano lavorato all'Eternit dal 1973 al 1986. “L'offerta appare ingannevole oltre che irrisoria se si considera che la sola bonifica delle aree interessate di Casale è costata finora allo Stato italiano oltre 50 milioni di euro - dichiara l’On. Luigi BOBBA - e per queste ragioni vogliamo sapere come il Governo intenda tutelare i diritti dei lavoratori italiani, nonché dei parenti dei lavoratori deceduti, che negli anni sono stati esposti all’amianto negli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato e Cavagnolo, posto che l’offerta di accordo extragiudiziale lanciata dai vertici della Eternit potrebbe indurre alcune parti lese ad accettare la proposta e uscire dal processo intentato dall’Associazione dei familiari delle vittime di Casale Monferrato, anche tenendo conto che sul piano processuale difficilmente i colpevoli di un reato protrattosi per decenni saranno processati in fretta, occorrendo molto tempo per notificare a ognuna delle parti lese, malati di mesotelioma e familiari delle vittime, gli atti previsti dalla legge”. Inoltre, conclude l’On. Luigi BOBBA, “in relazione agli stabilimenti Eternit in Italia, in particolare di Casale Monferrato e Cavagnolo, desideriamo sapere quanti esposti-denunce siano stati archiviati, quanti siano ancora pendenti, quanti conclusi con passaggio del fascicolo al giudice per il giudizio e quanti si siano conclusi con sentenze di primo o secondo grado ovvero divenute definitive”.