martedì 31 marzo 2009

(clan-)Destini Incrociati

Stefano Musso


15 marzo 2009, un volo aereo




Siamo già sopra le nubi e fuori c'è il sole, quando mi rivolge la parola. Come i suoi fratelli sparsi per l'Europa, ha dovuto lasciare casa sua, per motivi personali. Partito dalla Turchia e attraversata la Bulgaria, è approdato in Germania per fare gli opportuni documenti; poi ha alternato periodi di lavoro tra quel Paese e l'Italia: ristoratore in Germania, bracciante nelle vigne giù da noi.


Ha voglia di chiacchierare e mi descrive il dormitorio di Siena. Ci stavano oltre a lui circa quaranta persone, di cui nove o dieci lavoratori normali; gli altri invece avevano a che fare coi traffici di droga e col contrabbando di monete false. Mi spiega come a volte si sia trovato senza soldi e li abbia dovuti chiedere in prestito ad un compagno (che avrebbe poi fatto lo stesso quando costui qualche mese dopo si sarebbe trovato senza lavoro). Lontano dalla famiglia, però, è difficile distinguere chi sono amici veri e chi ti frega, per questo sta raggiungendo il fratello ad Hannover. Emerge così dalle sue parole un mondo sommerso, che non incrocia la nostra vita di gente comune: cosa avrà visto questo signore che viene da una realtà di cui si sente parlare solo per televisione? Quanto è dura restare onesti in mezzo all'incertezza economica e tra gente sconosciuta?


Le cime delle Alpi spuntano sotto di noi, mentre lui avanza una comparazione. Per quanto riguarda l'Italia, negli ultimi tempi non c'è lavoro, mentre di traffici criminali quelli sì ce n'è tanti: “mafia” - lui usa questa parola - “molta mafia”. (E io che pensavo che la Toscana ne fosse estranea!). In Germania, invece, i servizi sociali garantiscono a chi è in difficoltà una casa conveniente ed un reddito minimo, che aumenta se hai dei bambini – come nel caso di suo fratello. Tornando all'Italia, questa assistenza non esiste, mentre gli affitti di 500-600 euro al mese non sono sostenibili. Ma visto che i soldi vengono scarsamente redistribuiti, c'è da pensare che da noi una ristretta cerchia di persone si garantisca vantaggi negati alla collettività... Chi sta al potere in Italia è “furbo” - aggiunge - usando un termine assai diffuso nello Stivale. I problemi degli immigrati si intrecciano così con quelli comuni a tutta la società.


Siamo sul volo low-cost da Bergamo a Duesseldorf-Weeze e quello che mi parla è un ragazzo che ha preso posto a sedere di fianco a me. I tratti ben disegnati del viso sono interrotti solo da un taglio a metà del naso. Quando si è seduto accanto a me, ho pensato - per via dei vestiti semplici e della sfumatura olivastra della pelle - che fosse un turista sudamericano in giro per il Vecchio Continente: a prima vista gli darei un'età tra i 35 e i 40 anni. Siccome non parla né inglese né tedesco, ci siamo arrangiati a conversare con il suo italiano difettoso; ha un nome che suona approssimativamente “Sciluschèn”. Viene dalla Turchia. Ha 22 anni.


Mentre ridiscendiamo tra le nuvole del cielo tedesco, lui inizia un complicato discorso sul dialogo tra musulmani e cristiani e sul problema della dipendenza dalle macchinette (le slot-machines) che interessa tanti suoi connazionali emigrati, alla ricerca di un'illusoria soluzione ai loro problemi economici. L'aereo arriva all'areoporto di Duesseldorf mentre divaghiamo su temi più leggeri, come il calcio e le donne. Lo aiuto a trovare il suo treno e in cambio lui mi offre inaspettatamente il pranzo. “A me piacerebbe restare in Italia piuttosto che prendermi la pioggia nella fredda Germania” - conclude - “ma da voi c'è la mafia e la vita è più cara”.


Mentre i miei piedi mi portano verso la stazione dei bus, il pensiero va alla nostra società e agli stranieri che abitano nel nostro paese. L'Italia è un paese sviluppato, che però attira troppi pochi studenti nelle sue università dai fondi sempre più ridotti [a questo proposito: http://pensierogiovane.blogspot.com/2008/11/melting-pot.html], mentre gli immigrati che vengono per sfuggire alla povertà si trovano di fronte ad un muro di leggi fatte spesso per complicar loro la vita. Alcune leggi che sono state emanate in questi mesi (dal provvedimento sulle ronde all'obbligo dei medici di denunciare i malati non in regola coi documenti) sono guidati da una paura che non paga, e non conviene ad una società capace di futuro. Non bisognerebbe forse parlare di legalità e di integrazione? Legalità significa rispetto delle leggi, per tutti. Integrazione in una società aperta significa scambiarsi forza lavoro, energie, risorse ma anche garantire un sistema chiaro di diritti e di doveri, che non offendano la dignità umana. Non neghiamo un futuro a noi stessi, e agli altri. Buona fortuna “Sciluschèn”!

mercoledì 25 marzo 2009

Fatto!

Uno slogan di qualche anno fa dava conto agli italiani della capacità di fare, di rispettare gli impegni, di soddisfare alle esigenze. Un timbro stampava sulla pratica risolta la scritta FATTO! E applausi. Dal 21 marzo 2009 si può inserire lo stesso timbro sulla pratica Castello del Monferrato. Solo che il Castello di Casale Monferrato, di cui sono stati inaugurati i primi lotti restaurati, recuperati e riconsegnati all'uso dei cittadini, non è una semplice pratica. È un impegno portato avanti seriamente e con impegno dalle amministrazioni (dal 1999), e che avevano visto anche prima un interesse per il suo recupero con interventi importanti volti ad evitare un peggioramento delle precarie condizioni strutturali. In più va detto che la struttura non solo è stata parzialmente ristrutturata e inizia ad essere usata per servizi come Biblioteca delle ragazze e dei ragazzi, Infopoint e Informagiovani, Vetrina per prodotti tipici, Ufficio Turistico, ecc. ma, soprattutto con la prossima collocazione della Biblioteca e dell'Archivio Storico nei locali che si stanno ulteriormente ristrutturando e con una serie di altri spazi da riconsegnare all'uso dei cittadini (anche spazi di tipo artigianale e commerciale particolare, bar caffetteria e ristorante, mostre d'arte contemporanea, sale convegni e di incontro) diventerà un Centro di Cultura. Non sarà più, come nel passato, difesa di fronte ad assalti nemici alla città, ma centro di promozione del pensiero e della cultura, difesa dall'impoverimento civile, di dialogo e di relazioni che è il vero nemico delle nostre comunità in questi anni e che è anche causa delle difficoltà di solidarietà e di condivisione le quali stanno a monte delle crisi finanziarie ed economiche.

Si dovranno, ovviamente, pensare utilizzi ulteriori per gli spazi che di volta in volta saranno riportati all'antico splendore: Museo di Storia del Risorgimento e/o della presenza militare in città, museo del Fiume, ma anche esposizioni e vendite floreali, di produzioni tipiche e doc, ecc.

Comunque il recupero del Castello è un tassello ulteriore nella politica turistica e culturale della città che deve sorreggere anche una politica moderna dell'ambiente e una politica per una ripresa industriale innovativa e possibilmente attiva nelle nuove tecnologie.

lunedì 23 febbraio 2009

PIU' SICUREZZA O PIU' STATO MUSCOLARE?

E finalmente arrivano le "ronde".
Non si nega certo che la questione sicurezza sia reale (anche se a volte enfatizzata più che in altre epoche); che una serie di fenomeni sociologici, compresa l'aumentata presenza di culture e valori diversi dai "nostri" tradizionali, facciano aumentare le violenze di ogni genere, i furti, le rapine, ecc.; che un qualsiasi genitore vorrebbe che i propri figli siano protetti in qualunque modo quando sono fuori casa, ma quando le risposte sono semplicistiche e infercite di un pò di razzismo oppure chiedano interventi (pena di morte, castrazione, ecc.) che fanno tornare la giustizia a prima di Cesare Beccaria sembra eccessivo.
Anche voci della Chiesa hanno sottolineato, nei giorni passati che "muore lo stato di diritto".
«Così si va verso l' apartheid». «E' l' abdicazione dello Stato di diritto e si criminalizza l' immigrazione». E' senza appello la bocciatura dei rappresentanti delle comunità di accoglienza sul decreto sicurezza. In particolare preoccupano i due capisaldi del decreto, le ronde antistupro e il prolungamento dei tempi di permanenza degli irregolari nei centri di identificazione (Cie).
Analoghe critiche nei giorni scorsi erano state fatte da ambienti cattolici anche per il disegno di legge che obbliga i medici a denunziare i malati clandestini ora al vaglio del Parlamento. Varare le ronde «rappresenta una abdicazione dello Stato di diritto e non è una strada da percorrere perché la tutela della sicurezza spetta sempre alle autorità», lamenta il vescovo Agostino Marchetto, segretario del pontificio consiglio dei Migranti. Per il monsignore, c' è il fondato pericolo che il decreto possa «alimentare un clima di criminalizzazione dei migranti», causando una incontrollabile caccia al clandestino e un clima di intolleranza verso gli stranieri. Per cui il decreto «certamente non trova il consenso della Chiesa».
Analoghe riserve anche per il prolungamento della permanenza nei Cie e per l' obbligo dei medici a denunziare i clandestini. «Se gli irregolari si fanno prendere dalla paura perderanno la fiducia e, non conoscendo i propri diritti, potrebbero preferire non curarsi, o favorire la creazione di strutture illegali. Criminalizzare le migrazioni irregolari significa non riconoscere il diritto ad emigrare, un diritto - conclude Marchetto - tutelato dalla dichiarazione sui diritti umani e difeso dalla Chiesa».
«Purtroppo con decreti simili stiamo scivolando verso l' apartheid», denunzia don Vinicio Albanesi, presidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca). «Siamo solo capaci a mostrare i muscoli e ad affrontare il fenomeno migratorio in termini razziali, senza però - accusa ancora Albanesi - disdegnare di sfruttare clandestini e badanti in quei lavori che gli italiani non vogliono fare più, come l' edilizia e l' agricoltura e l' assistenza agli anziani». Anche per il Servizio dei Gesuiti per i rifugiati, «nel paese c' è un clima di intolleranza e xenofobia» provocato anche dalle «dichiarazioni ad effetto di alcuni politici». Purtroppo da Vaticano si è subito voluto precisare che "non vanno attribuite alla Santa Sede posizioni personali. Le autorità civili hanno il diritto di provvedere al Bene Comune. Si rispettano le scelte del Governo". Formalmente la posizione è corretta ma:

- allora bisogna SEMPRE rispettare e accerrate le scelte del Governo !!??!
- sono nella sostanza smentite le posizioni di chi ritiene sbagliate alcune scelte?
- la difesa della persona e della vita dei cittadini quandi si tratta di stranieri o anche di "colpevoli di reato" è sospesa? e la Chiesa non se ne fa più carico?
Inoltre, a proposito di sicurezza, e ribadendo che i cittadini hanno il diritto a sentirsi difesi e a non essere meno tutelati rispetto a chi delinque, perchè non si istituiscono ronde anche contro l'evasione fiscale, per la sicurezza sul lavoro, per l'emissione di regolari fatture, contro chi esercita o beneficia della prostituzione ad alti livelli, contro che usa o spaccia droga in ambienti dell'alta società?
Ubertino di Casale

venerdì 6 febbraio 2009

Si torna alle leggi razziali: non subire!

Con l'approvazione dell'obbigo per i medici di denunciare i pazienti con documenti non in regola pare essere tornati nell'Italia del 1938, con le leggi razziali. Pur pensando che i provvedimenti relativi agli stranieri che si vanno assumendo di volta in volta possano essere pensati in buona fede (!!!) per far fronte a situazioni particolari, sembra che i rimedi siano peggiori del "male" e che creino maggiori disagi a tutti: irregolari, regolari, italiani. Se si desidera togliere da aree di marginalità, da situazioni di ricatto, dallo sfruttamento i cittadini stranieri non serve assumenre provvedimenti che segregano maggiormante o spingono a restare nell'anonimato; bisogna invece dare occasioni per rassicurare e per aiutare entrare nella regolarità (magari sveltendo le pratiche, di ogni tipo). Comunque, di fronte a provvedimenti che non si condividono, è giusto ribellarsi, a non restare in silenzio e subire. Si riportano due appelli e prese di posizione che credo vadano condivise.

Carlo


Il gruppo di credenti “Chicco di senape” esprime la propria indignazione per l’approvazione al Senato della norma che invita i medici a denunciare i loro pazienti privi di permesso di soggiorno. Tale norma, oltre ad essere autolesionista e a rappresentare un grave pericolo per la salute di tutti i residenti nel territorio, cittadini italiani compresi, contravviene alle più elementari norme di solidarietà umana che la Costituzione repubblicana riconosce e tutela.
“Chicco di senape” manifesta il proprio sgomento per il servilismo dei 156 Senatori che hanno votato tale norma, fra cui abbondano quelli che non perdono occasione di proclamarsi fedeli difensori delle radici cristiane della nostra civiltà, e confida che la spontanea reazione della società italiana sia così forte da convincere un numero sufficiente di Parlamentari ad appellarsi alla loro coscienza.
Invitiamo a sottoscrivere e sostenere i seguenti appelli:
La salute è uguale per tutti (Segreteria Provinciale FIMP - Federazione Italiana Medici Pediatri, di Modena), Divieto di segnalazione (Medici Senza Forntiere), Causes su Facebook


Oggi il Senato ha approvato l'emendamento che obbliga i medici a denunciare all'autorità giudiziaria il paziente non in regola con i documenti. Spero di sentire forte l'indignazione; spero di sentire forte questa indignazione nella Chiesa e tra i credenti. Stiamo diventando, sotto la spinta dei leghisti e di altri difensori dei valori e dell'identità cristiana, sempre più un paese sudamericano, per non dire un paese sempre più fascista. Chissà perchè oggi mi vengono in mente le famigerate "leggi sulla difesa della razza"...Spero che i medici abbiano il coraggio di fare in massa obiezione di coscienza se operano nelle strutture pubbliche o di dedicare uno spazio e un tempo offerto gratuitamente agli immigrati senza mezzi di sussistenza negli ambulatori privati. (Walter Fiocchi)

venerdì 23 gennaio 2009

La ragione e/è la speranza

di Stefano Musso
Nuovo uomo, nuove idee, solidi valori. B.Obama ha incantato con la sua ascesa politica i giovani e i vecchi, i bianchi e i neri nei vari continenti e oggi incarna la Presidenza degli USA ed un rinnovato sogno americano.
Sperare è un diritto, pare dire la sua storia. Il carisma e i progetti del neo-presidente non fanno dubitare delle sue qualità personali, ma è soprattutto il suo messaggio politico che insegna ad avere coraggio: non si è servito della paura, del razzismo, della difesa degli interessi di parte; nonostante fino a un anno fa questi elementi sembrassero imbattibili. Al contrario, la spinta verso il cambiamento futuro e l'assunzione delle proprie responsabilità nel presente sono gli ingredienti con cui si è guadagnato la fiducia. Suscitare la speranza, poi, comporta dei doveri.
L'America infatti non è innocente, e nemmeno onnipotente. Nessuno Stato lo è. E allora, accanto all'utile entusiasmo mettiamo anche il necessario realismo. In questi ultimi anni molte cose sono cambiate in maniera inarrestabile: la Cina produce gran parte dei beni di consumo globali e controlla miliardi di $ americani, mentre il crollo delle borse sta ridisegnando l'economia internazionale. Il mondo è cambiato e non solo per colpa di Bush.
La politica non è una religione e allora non aspettiamoci da Obama un messia: un uomo politico non cancella “il male dal mondo”, né – più prosaicamente – ha “la bacchetta magica” per tutti i nostri problemi. Attendiamoci dalla politica ciò che essa può dare. Obama sarà un buon presidente se fornirà proposte intelligenti e se ripulirà gli Stati Uniti dalle macchie che si sono accumulate in questi anni. La storia gli presenta il conto:
- Guantanamo aperta e i diritti individuali intaccati;
- la maggiore produzione di CO2 del mondo;
- le profonde disuguaglianze sociali;
- la guerra in Afghanistan e in Iraq;
- le basi americane sparse sempre più per il pianeta (qualcuno vuole contare quante sono in Suditalia? Qualcuno è al corrente che ne verrà aperta una nuova, rifiutata dalla Spagna, e accolta da Berlusconi?) e un peso crescente dei vertici militari nelle scelte politiche (e il '900 insegna).


Barack Obama, alla luce dei primi provvedimenti, sembra aver presente questa lista. Se si attiene alle sue promesse è già buono. Ma per molti altri problemi, non siamo ingenui, non è un leader da solo a poter cambiare le cose, bensì occorre che la gente faccia la sua parte. Anche Obama l'ha detto: “sì, NOI possiamo”, possiamo insieme, al plurale: non lasciamo tutto in mano ad una sola persona. E poi questa...in parole semplici...è la sfida della democrazia.

venerdì 16 gennaio 2009

LIBERI E FORTI, SEMPRE

Il Partito Popolare di don Luigi Sturzo e l'Appello ai Liberi e Forti hanno 90 anni.
Di fronte a uno dei monumenti del '900 della politica, della cultura sociale e della avversione alle dittature quale è stato don Sturzo e ai contenuti programmatici del suo movimento politico, che hanno fatto dire allo storico Chabod che "il PPI è stato il fenomeno politico più importante del novecento", anche noi ci inchiniamo riverenti e ricordiamo sia l'uomo, che ha pagato con l'esilio la sua coerente azione, sia il promotore di iniziative sociali e cooperative che hanno dato origine ad un progetto di personalismo comunitario, di valorizzazione delle autonomie locali e delle organizzazioni sociali intermedie, oltre che una politica di collaborazione internazionale e di pace basata sulla giustizia.
Poichè i giornali locali non hanno, per ora, pubblicato il ricordo del 90° anniversario della costituzione del PPI che gli abbiamo trasmesso invitiamo, per chi volesse approfondire, a visitare il sito www.fermentinews.it

lunedì 12 gennaio 2009

SOGNI

La neve costituisce un panorama unificante tutto il Monferrato. Ci voleva un evento meteo per rendere il nostro territorio un qualcosa di unico. Sogno che questo si possa verificare anche nei programmi e nelle scelte amministrativa future dei nostri rappresentanti.

Accatasto idee provocatorie in attesa che qualcosa si avveri: il 2015 è vicino e l'Expo di Milano sarà un'occasione unica per tuto il nord ovest, tant'è che le Provincie di quest'area hanno dato vita ad una Fondazione proprio per lavorare insieme per alcuni obiettivi. Ci piacerebbe sapere cosa si prevede per noi (interventi, realizzazioni, sviluppo di progetti, richieste), il tema della fame da contrastare e delle produzioni agricole da qualificare e sviluppare deve interessare le terre di vini e di ortaggi e di cereali; tra corridoio 5 (quello dell'alta velocità) e quello dal mare al centro Europa cosà dovranno sopportare queste terre e quali infrastrutture li interesseranno?: la logistica e le imprese per lo sviluppo di nuove energie?; arenatasi l'idea della 2^ Corte d'Appello perchè non prevedere all'ex Casaerma Bixio la Cittadella dell'istruzione Superiore e Universitaria, con laboratori e tutti gli spazi necessari ad una didattica nuova e più moderna liberando il centro anche dal parcheggio di auto di studenti e operatori scolastici; alle ex Casermette si potrebbe invece destinare tutta l'area giudiziaria (Tribunale, Corte d'Appello, spazi per avvocati). Ma sono sogni ...e poi, in tempo di crisi le urgenze sono sociali, economiche, occupazionali. E' anche vero però che è in tempo di crisi che bisogna osare, rischiare, inventare ... e pensare anche a modalità nuove per una migliore partecipazione: organismi per la Democrazia Deliberativa che permettano ala popolazione monferrina di esprimersi e decidere sulle scelte di lungo periodo che abbiano carattere inter o sovraccomunale.
Ma restano soltanto sogni
Carlo

giovedì 1 gennaio 2009

RICORDIAMOCI PER TUTTO IL 2009

Gad Lerner, nostro conterraneo per residenza, ha pubblicato sul suo blog questa lettera ricevuta da un immigrato. Teniamo presente questa situazione, che è di troppe persone; se vogliamo che la democrazia sia effettiva e se teniamo alla convivenza è bene garantire a tutti i diritti di cui sono possessori in quanto uomini, o almeno riconoscerglieli in tempi accettabili. In un Paese normale questo è il meno che si possa chiedere!


Al Gentilissimo sig. Gad Lerner

Mi chiamo L… Sono un cittadino di Mauritius. Anzitutto mi scusi se ho indirizzato questa lettera e lei ma scrivo per farvi sapere quanta discriminazione e disagio subiamo ogni minuto del giorno. Io non sono un laureato ma un semplice domestico onesto e di buon senso che lavora da vent’anni in Italia, in regola, con la fedina penale pulita e le tasse pagate. Sono sposato e il 27 marzo 2008 mia moglie è venuta a Milano con un visto turistico, con tanta fatica. Per non farla stare come clandestina è tornata a casa la data prestabilita. Ho fatto la domanda per un ricongiungimento familiare, avendo la casa e il lavoro fisso, con i contributi in regola.Dunque da sei mesi ho fatto la domanda: nessuna risposta. Telepaticamente ci hanno detto che ci vogliono tre mesi di attesa per il deposito dei documenti originali. Fino adesso, neanche l’ombra! Prima la legge diceva che servono 90 giorni a seguito del deposito, adesso hanno cambiato: da ottobre ci vogliono 196 giorni, mi dica lei. Allo sportello unico non ricevono e non rispondono; al telefono nessuno è in grado di dire niente.Ho fatto la fila dalle 5 di mattina in via Montebello (Ufficio Stranieri della Questura di Milano, ndr). Quando sono arrivato allo sportello alle 11,50, mi hanno detto che è la sede sbagliata. Quando ho chiesto agli addetti, mi hanno risposto che non sanno nemmeno loro. Mi dica lei.I poliziotti sono sgarbati, maleducati, insolenti nei nostri confronti. Ci trattano come dei pezzenti. Mi chiedo: ho il diritto di sapere qualcosa dato che da vent’anni sono qui in regola e con le tasse pagate?Vi cito il caso di una mia amica, anche lei qui da vent’anni. È andata a ritirare il permesso di soggiorno dopo un anno e otto mesi. Glielo hanno dato per tre mesi. Ma hanno sbagliato a scrivere il cognome del figlio minore. Colpa loro! Da dieci giorni la mia amica sta girando per nulla. Deve assentarsi dal lavoro e rischia di perdere il posto. Ogni mattina deve portare con sé i due bambini per presentarsi presto alla Questura. Nemmeno loro possono andare a scuola! Lei fa la portinaia, i condomini sono stufi e dicono che si vergognano di essere italiani.La Lega vuole speculare su di noi facendoci pagare 200 euro per rinnovare il nostro permesso di soggiorno ogni 3 mesi. All’anno ci costerebbe 1.200 euro e ne guadagniamo 1.000 se ci va bene.Gli italiani ci affidano i loro preziosi cari nelle mani: colf, badanti, baby-sitter. Se una badante deve alzarsi alle 3 di mattina per andare a fare la fila alla Questura e torna alle due di pomeriggio se tutto va bene, nel frattempo chi va a assistere la persona malata, chi porta i bambini a scuola, chi dà le medicine prescritte all’ora giusta, chi li pulisce quando hanno fatto la cacca a letto? Chi? I Maroni, Bossi, Calderoli, Castelli o Gasparri che parlano a vanvera?Io mi auguro che capiti a qualche politico senza anima e cuore di avere qualcuno dei loro cari fermo a letto, per capire che cos’è la vita di una badante. Intanto loro sono carichi di soldi, si possono permettere le case di cura. Come sono immorali e senza pietà: vergogna!Mi chiedo: perché ci sono extracomunitari di serie A-B-C? I calciatori hanno tutti i privilegi, assistenti e belle ragazze naturalmente. Gli extracomunitari che lavorano nel mondo dello spettacolo non devono fare la fila come noi. Senza fatica hanno tutte le carte in regola e l’assistenza.Mi chiedo: quanti di loro che guadagnano fior di soldi sono evasori fiscali? Essendo vip, non fanno fatica nemmeno per avere la cittadinanza. Come Maratona: quando torna in Italia lo accogliete come un eroe, gli danno una barca di soldi, alloggio gratis. Anche se era scappato senza pagare le tasse, alla Rai viene ospitato come un re. E noi dobbiamo pagare il canone. È una vergogna!



Ricordiamoci per tutto l'anno di queste situazioni e ognuno, per quanto lo riguarda, faccia il possibile per porre rimedio. Auguri per un 2009 più democratico

domenica 28 dicembre 2008

E' POSSIBILE SPERARE?

Il Presidente del Consiglio italiano pro - tempore ci fa un regalo di Natale con una provocazione: " Se vengono pubblicate mie intercettazioni, lascio l'Italia". Appello a magistrati, giornalisti e chi ne ha la possibilità: accogliete la provocazione! Per favore, accoglietela subito! Fate questo favore all'Italia. E' la possibilità per tornare ad essere una democrazia normale; con tutti i problemi, le difficoltà, le incomprensioni che esistono in tutte le democrazie...ma sarebbe una situazione normale. Saremmo un Paese che anzichè dover pensare a leggi ad personam, a conflitti di interesse, al peso e al futuro di questa o quella rete televisiva, a bloccare l'azione dei magistrati potremmo occuparci di scelte economiche, di futuro ambientale, di sostegni sociali a chi ha maggiori difficoltà, ad una politica estera non di sole pacche sulle spalle, ecc. Aspettiamo con ansia di trovare nella calza della Befana la risposta ai nostri desideri.
Cosa ne pensate amici "cittadini"?
POVERO DIAVOLO

lunedì 22 dicembre 2008

E' Natale?


Cos'è Natale? Una festa per i bimbi, un essere tutti più buoni per qualche giorno, lo scambio di regali, le vetrine illuminate, implorare la pace............???????????
Natale è una Persona che nasce; per chi crede, è Dio che ha preso la nostra natura umana e si è fato carne come noi; è il momento, atteso da secoli, per la salvezza.....ma una salvezza diversa da come la si aspettava e da come la vorremmo anche noi. Le malattie, la morte, le sofferenze, ecc. continuano come prima, ma sappiamo che questa non è l'ulima parola. E noi possiamo contribuire a fare arrivare la Parola che salva a tutti, con l'impegno per la giustizia, con la solidarietà e l'amore che si fanno dono totale, con l'umiltà che rispetta i diritti altrui. Questa è la provocazione di ogni Natale



BUON NATALE

e

FELICE 2009