giovedì 29 novembre 2007

Domenica 2 dicembre undicesimo anniversario

Domenica prossima, 2 dicembre alle ore 11.30, gli amici, i conoscenti, gli estimatori di Paolo Ferraris si ritroveranno al Cimitero di Casale Monf., come è ormai tradizione, per ricordarlo attraverso la preghiera comune. Sono invitati tutti coloro che desiderano unirsi nel ricordo in questo undicesimo anniversario.
La Famiglia farà celebrare una messa di suffragio, sempre domenica 2 dicembre alle ore 18,00 presso la Chiesa Parrocchiale dell'Addolorata in Casale M.

mercoledì 21 novembre 2007

Grazie Mons. Germano


Anche noi siamo addolorati e parteciapiamo al lutto di tutta la Diocesi di Casale Monferrato per la morte improvvisa dell'amatissimo Mons. Germano Zaccheo, Vescovo capace di grande umanità e simpatia con tutti. Un pastore partecipe di tutti gli aspetti della vita monferrina, non chiuso in Vescovado o preoccupato solo dei problemi della Chiesa. È stato padre e amico per i giovani. Ha voluto essere sensibile agli aspetti sociali del Vangelo cercando di coinvolgere e stimolare i credenti alle problematiche del lavoro, dell'immigrazione, della povertà, della formazione politica e nell'alimentare il dialogo e la collaborazione con le Amministrazioni pubbliche. Un Vescovo che ha sostenuto l'impegno missionario e la sensibilità al pellegrinaggio mariano (da Lourdes a Fatima, dove ha concluso la sua vita terrena). Desideriamo ricordarlo in particolare per l'infaticabile impegno e la lungimiranza profuse nei restauri del Duomo, sapendoli legare ad un grande progetto culturale di recuperi effettuati o in programma (Nartece, Sacrestia Aperta, mosaici, sottotetti, ...Museo Diocesano) di cui si è fatto promotore nell'interesse di tutto il territorio, riproponendo (anche con Convegni di livello) le motivazioni e il ruolo della presenza sociale e culturale della comunità cristiana; senza dimenticare la sua passione artistica che ha vivacizzato la città con proposte anche innovative e il sostegno ad artisti in ogni campo (musica, teatro, scultura,..). Ha saputo svolgere un ruolo importantissimo di autorità morale e culturale per tutto il Monferrato indicando percorsi e obiettivi all'intera comunità per tenere unita quest'area in questi anni di trasformazioni e innovazioni.

martedì 20 novembre 2007

In Bici nei Parchi del Piemonte

Segnaliamo il concorso regionale "In Bici nei Parchi del Piemonte"

Il CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE "In Bici nei Parchi del Piemonte" è organizzato dalla Rivista "Piemonte Parchi" edita da Regione Piemonte - Settore Pianificazione Aree Protette con il Patrocinio della FIAF - Federazione Associazioni Fotografiche.
Quattro settimane in più per immortalare l’autunno nei Parchi e nelleRiserve naturali del Piemonte, utilizzando la bicicletta come mezzo ditrasporto ideale per conoscere senza fretta e in modo consapevole questoparticolare ambito del territorio! PROROGATA la scadenza per l'invio/consegna delle opere (portfolio di 5 immagini) dei partecipanti al Concorso fotografico nazionale "In Bici neiParchi del Piemonte". I materiali dovranno pervenire presso la Segreteria organizzativa entro e non oltre il 31 DICEMBRE 2007. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, senza limiti di età.
Il PREMIO SPECIALE "SCUOLE" - Cofanetto di volumi a tema naturalistico eambientale a cura di Regione Piemonte - verrà assegnato a tutti i partecipanti, singoli o classi intese unitariamente, che indichino nella Scheda di Adesione il riferimento alla Scuola o Corso di appartenenza nell’anno 2007/2008. Il Bando, la Scheda di Adesione e molte altre informazioni sul Concorso sono consultabili alla pagina del sito internet Piemonte Parchi Web.


Bando:

CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE
In Bici nei Parchi del Piemonte

TEMA DEL CONCORSO
“Nessuna delle nostre sofferenze quotidiane può resistere a un buon colpo di pedale”
Ha ragione Didier Tronchet, brillante autore di Ciclosofia.
L’effetto panacea aumenta scegliendo con cura il luogo: pedalare è bello e utile sempre, ma pedalare in un ambiente gradevole può essere fantastico.
Bici e parchi: una sintonia naturale. La bici è il mezzo, i parchi sono il dove.
La bicicletta, mezzo di trasporto e “loisir”: ideale per conoscere senza fretta.
I parchi naturali, gradevoli per antonomasia e per istituzione: luoghi ideali per conoscere in modo consapevole. Contenitori non virtuali di immagini da fermare, di istanti da dilatare.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Il Concorso è aperto a tutti, senza limiti di età.
Le immagini, per essere ammesse, dovranno rappresentare l’utilizzo della bicicletta nei Parchi e nelle Riserve naturali del Piemonte. Ambienti di pianura, di collina e di montagna, Sacri Monti. Sono validi anche scatti effettuati nel circondario dei territori tutelati, purché riconoscibili.
Le immagini dovranno documentare l’utilizzo della bicicletta come mezzo per conoscere in modo consapevole le Aree Protette, privilegiando non tanto la componente “sportiva” quanto un uso tranquillo, in sintonia e nel rispetto dell’ambiente.
I partecipanti dovranno inviare una serie di 5 immagini a colori (portfolio fotografico) unitamente alla SCHEDA DI ADESIONE compilata e firmata.
La serie fotografica dovrà essere accompagnata da un titolo unico e da una breve esposizione della motivazione che ha portato alla scelta delle immagini. Le fotografie non dovranno essere montate su alcun tipo di supporto e dovranno indicare sul retro nome e cognome dell’autore, luogo e anno dello scatto.
Sono ammesse:
- stampe in formato A4 (20x30 cm ca.) su carta fotografica ma anche stampe laser o inkjet purché di alta qualità;
- immagini digitali di alta qualità: files risoluzione 300 dpi e formato A4 (20x30 cm ca.) su supporto CD-Rom.
La partecipazione al Concorso sottintende che le immagini inviate non ledano alcun diritto di terzi.
L’Autore della fotografia garantisce pertanto di aver ottenuto l’autorizzazione necessaria per le immagini che ritraggono persone e/o cose per le quali sia necessario ottenere uno specifico assenso (anche, ove dovuto, ai sensi del D. Lgs. n. 196/2003, Codice in materia di protezione dei dati personali).
La selezione e l’assegnazione dei premi sarà effettuata in base all’insindacabile giudizio della Giuria.
Le stampe e i CD-Rom inviati per la partecipazione al Concorso non verranno restituiti.
Le buste non complete di tutti gli elementi sopra richiesti non verranno esaminate.
La partecipazione è gratuita.

INVIO DEL MATERIALE
Il materiale dovrà essere indirizzato esclusivamente presso:
Segreteria organizzativa Concorso fotografico “In Bici nei Parchi del Piemonte”
c/o Regione Piemonte - Settore Pianificazione Aree Protette
Via Nizza, 18 - 10125 Torino (TO)

SCADENZA
Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 31 dicembre 2007 (PROROGATO) unitamente alla Scheda di adesione compilata e firmata.

GIURIA
La Giuria del Concorso sarà presieduta da:
Mario Parussini, Delegato Regione Piemonte e Valle d’Aosta FIAF - Federazione Italiana Associazioni Fotografiche
Componenti:
Claudio Pastrone, Direttore del Centro Italiano della Fotografia d'Autore
Gabriella Castello, docente di Tecnica fotografica presso l’Istituto I.I.S. Bodoni-Paravia di Torino
Gianni De Zuani, fotografo e rappresentante dell’Associazione “Bici e Dintorni”
Toni Farina, fotografo del mensile Piemonte Parchi e rappresentante della Regione Piemonte
Tonino Salvi, fotografo del Parco regionale La Mandria
Dante Alpe, fotografo del Parco regionale Orsiera Rocciavrè
Paolo Allione, Legale Rappresentante All Bike’s Srl
Rosanna Rabajoli, Responsabile Relazioni Esterne e Marketing Ferrino & C. SpA

PREMI
1° PREMIO - Bicicletta MTB modello CW 26.50 di All Bike’s - Saccoletto T-Read di Ferrino & C.
2° PREMIO - Tenda T-Home 3 posti di Ferrino & C.
3° PREMIO - Zaino Zephir 25+3 di Ferrino & C.
PREMIO SPECIALE “SCUOLE”* - Cofanetto di volumi a tema naturalistico e ambientale a cura di Regione Piemonte
* Il Premio speciale “Scuole” verrà assegnato a tutti i partecipanti, singoli o classi intese unitariamente, che indichino nella Scheda di Adesione il riferimento alla Scuola o Corso di appartenenza nell’anno 2007/2008.

PREMIAZIONE
La premiazione, prevista per il pomeriggio di sabato 9 febbraio 2008, avverrà presso il Parco regionale La Mandria - Sala Scudieri del Borgo Castello.
I premi saranno offerti da All Bike’s Srl e Ferrino & C. SpA
Le fotografie vincitrici del Concorso saranno pubblicate sul mensile Piemonte Parchi edito dalla Regione Piemonte.
I vincitori riceveranno comunicazione dell’attribuzione del premio (telefonica, per posta e e-mail).

UTILIZZO DEL MATERIALE
Il materiale fotografico selezionato dalla Giuria sarà esposto al Parco regionale La Mandria in occasione della Premiazione.
Tutto il materiale fotografico pervenuto potrà essere utilizzato dagli Enti promotori del Concorso per la produzione di materiale informativo e per la promozione delle proprie iniziative istituzionali, purché senza scopo di lucro e con indicazione dell’Autore. Nel caso di utilizzi diversi delle immagini, gli Autori verranno preventivamente contattati.

INFORMAZIONI
Informazioni sul Concorso e Scheda di adesione possono essere richieste alla Segreteria organizzativa del Concorso fotografico “In Bici nei Parchi del Piemonte” oppure scaricate dal sito
http://www.piemonteparchiweb.it/ nella Sezione “Corsi e Concorsi”.
Segreteria organizzativa Concorso fotografico “In Bici nei Parchi del Piemonte”
c/o Regione Piemonte - Settore Pianificazione Aree Protette
Via Nizza, 18 - 10125 Torino
Tel. +39 011 4325977
Fax +39 011 4324759
concorsopp@regione.piemonte.it
Redazione Piemonte Parchi
Tel. +39 011 4323565 - 4325761

SPONSOR E COLLABORAZIONI
Il Concorso è organizzato da Regione Piemonte - Settore Pianificazione Aree Protette
Rivista mensile “Piemonte Parchi”
con il Patrocinio di FIAF - Federazione Italiana Associazioni Fotografiche
Patrocinio FIAF 2007x01 (non valido per la statistica FIAF)
in collaborazione con Centro Italiano della Fotografia d'Autore
Istituto I.I.S. Bodoni-Paravia di Torino
Associazione “Bici & Dintorni”
Parco regionale La Mandria, Parco regionale Orsiera Rocciavrè
grazie alla sponsorizzazione di All Bike’s Srl e Ferrino & C. SpA

giovedì 15 novembre 2007

DIECI DOMANDE A... GIORGIO OTTOLENGHI

Giorgio Ottolenghi, in primo piano, con Walter Wolff e Daniele SegreProsegue l'iniziativa relativa alle interviste di alcuni rappresentanti delle comunità religiose casalesi. Dopo quella del Vescovo di Casale, nel luglio scorso, sentiamo la voce della Comunità Ebraica, con un’intervista al Presidente dottor Giorgio Ottolenghi. Così, lasciando ad altri lo stereotipo dello “scontro di civiltà”, vogliamo ribadire che il dialogo tra le culture non solo è possibile, ma è pure stimolante, a patto che si sviluppi nel rispetto reciproco.

Dopo l’aberrazione dell’Olocausto, oggi le comunità ebraiche in Italia sembrano ben integrate. A Casale, in particolare, la vostra comunità – seppur piccola in numero – è assai vivace sul piano culturale. Ma com’è la convivenza con le altre comunità religiose?
Oggi come oggi per la comunità ebraica non ci sono grosse problematiche, bensì pacifica convivenza. Almeno a livello ufficiale molti pregiudizi sono stati superati.

Nella dialettica politica si parla molto di laicità in riferimento al rapporto tra Stato e Chiesa. Cos’è, invece, la laicità nella visione ebraica?
Tenere separati Chiesa e Stato è importante; anche se la Chiesa nel predicare fa il suo lavoro. La comunità ebraica, invece, non ha mai avuto il problema pressante di convertire, perché per gli Ebrei la questione del giudizio finale – non del tutto precisata – non richiede che tu sia ebreo. In altre parole, un non-ebreo che si comporta bene ha la stessa possibilità di “salvarsi”; la differenza è che il popolo ebreo ha alcuni doveri in più da adempiere, in quanto “popolo eletto”.

Immigrazione e sicurezza sono in prima pagina su tutti i giornali. Ma la convivenza è possibile?
La convivenza è possibile sì! Però non si può si può simpatizzare con gli intolleranti e gli integralisti.

Israele e Palestina. Secondo lei un futuro di pace è possibile?
È difficile, ci sono state incomprensioni da ambo le parti. In particolare i Palestinesi hanno sprecato molti aiuti umanitari per comprare delle armi: devono abbandonare l’idea di distruggere Israele, di cancellarlo. Se anziché lavorare in un’industria la distruggi, non danneggi solo l’imprenditore, ma anche te stesso che perdi il lavoro!
Entrambe le parti dovrebbero fare un passo indietro Bisogna rendersi conto che comprare un carro armato costa come fare un albergo: con un albergo, però, ci vivi; col carro armato al massimo uccidi qualcuno.

In conclusione?
Non ci sono soluzioni miracolose, bisogna evitare la guerra, mettersi a lavorare e le cose cambiano. La convivenza è possibile, il lavoro è possibile, ma bisogna cominciare. Se invece rifiuti di vivere con un altro perché è nero, giallo o di un’altra religione allora… Allora si formano delle chiusure e dei ghetti. E non c’è limite al baratro.
Abbiamo la fortuna di un progresso tale da poter vivere una vita comodissima; non cominciamo a bastonarci, se no torniamo ai forconi e alle candele. La differenza si è vista in Italia, un popolo di contadini a inizio ‘900, quando ci imbarcavamo in tutte le guerre. Poi, negli ultimi 60 anni di pace, siamo diventati un Paese ricco.

Ancora una domanda, su un tema diverso. Come vede il futuro della città di Casale? Cosa, in particolare, dovrebbe essere valorizzato?
Casale ha perso molte posizioni rispetto a quello che era decenni fa: abbiamo perso lo snodo ferroviario, la possibilità di essere Provincia e poi molto altro. Abbiamo avuto e in parte abbiamo ancora il cemento, l’industria tipografica, il freddo, ma manca una progettualità forte: il Comune non deve stare seduto.
Sono pessimista nelle previsioni, però posso dire che l’importante è darsi da fare. Prendiamo l’esempio del settore turistico. Senza darci arie, noi della Comunità Ebraica, nel nostro piccolo, cerchiamo di essere attivi. E così siamo noti in tutta Italia (e non solo) su riviste e pubblicazioni!

mercoledì 31 ottobre 2007

Rilancio del bene comune

di Francesco Garis
(pubblicato su La Vita Casalese del 31 ottobre 2007)

La 45° Settimana sociale dei cattolici italiani si è ormai conclusa da tre settimane e forse l’attenzione pubblica (anche nel mondo cattolico) non ha colto in pieno la ricchezza del contributo di idee e di riflessione che essa ha inteso offrire per la vita civile ed ecclesiale del Paese. Richiamarne alcuni passaggi può essere dunque utile per non lasciare che tutto scorra senza entrare in profondità, senza incidere nella realtà.
Il tema attorno a cui ruotavano le varie sessioni è uno dei pilastri della dottrina sociale della Chiesa: il bene comune. Questo “non consiste nella semplice somma dei beni particolari di ciascun soggetto del corpo sociale. Essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune, perché indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro” (Gaudium et Spes).
Ho trovato stimolante la domanda, non retorica, che l’economista Zamagni si è posto nella sua relazione: c’è posto, oggi, per la categoria del bene comune entro il discorso e la pratica dell’economia? Le risposte possono variare a seconda dei punti di vista, ma mi pare condivisibile la riflessione che il professore universitario ha voluto sviluppare: “il bene comune è oggi sotto attacco da un duplice fronte, quello dei neoliberisti e quello dei neostatalisti”. Nei primi Zamagni vede il limite dell’accontentarsi di una filantropia che considera i soggetti deboli “oggetti” delle attenzioni altrui; nei secondi l’adesione ad un modello che inevitabilmente innesca la “trappola della dipendenza riprodotta” nei confronti dei segmenti deboli ed emarginati della popolazione.
La sfida, secondo Zamagni, è quella di ripensare la carità, e dunque la fraternità, come “cifra della condizione umana”, vedendo nell’esercizio del dono gratuito il presupposto indispensabile affinché Stato e mercato possano funzionare avendo di mira il bene comune.
Nella stessa direzione tracciata da Zamagni ha sviluppato il suo intervento il sociologo Donati, che ha parlato del welfare del futuro descrivendolo come “relazionale, plurale e solidale”. L’accento è stato posto soprattutto sul concetto di stato sociale relazionale: un modello di welfare che concepisce il bene comune come qualcosa che valorizza “le reazioni di reciproco arricchimento delle persone libere e responsabili”.
Potrebbero sembrare argomenti lontani dai temi che le nostre comunità vivono nella quotidianità.
Affrontarli, però, significa rispondere attivamente all’invito che la Chiesa rivolge ai laici di partecipare in prima persona alla vita pubblica e di cooperare, insieme con tutti gli altri cittadini e sotto la propria autonoma responsabilità,alla costruzione di una società più giusta e fraterna.
Riscoprire la comunità cristiana come luogo nella quale si acquisiscono la passione per la giustizia, la tensione verso la pace, l’attenzione ai poveri e agli ultimi; in cui ci si attrezza a comprendere i problemi della società alla luce della dottrina sociale e del Vangelo.
È questa la base necessaria per tornare a elaborare una cultura politica cristianamente ispirata. Nelle sue migliori stagioni, è stato ricordato da Riccardi nell’apertura della Settimana sociale, il movimento cattolico ha avuto questa capacità progettuale (si pensi alla lucidità programmatica del Partito Popolare di Sturzo o alle intuizioni del “Codice di Camaldoli”).
A noi chiamati a vivere questo tempo tocca proseguire sulla strada tracciata da tanti uomini e donne che in cent’anni di storia (la prima Settimana si svolse nel 1907) ci consegnano un messaggio chiaro: non si può vivere chiusi in se stessi, solo per proteggersi, ma occorre pensare agli altri, intraprendere per loro, amarli, aiutarli.
È una lezione per noi credenti, un insegnamento prezioso per le nostre comunità ma è anche l’anima per il futuro del nostro Paese.

venerdì 26 ottobre 2007

Idee per il Bilancio

Anche quest'anno l'Associazione Paolo Ferraris parteciperà alle consultazioni che l'Amministrazione Comunale di Casale Monferrato terrà con le realtà associative per la redazione del Bilancio 2008. Chi desiderasse esprimere proposte e suggerimenti è invitato a farlo entro il 7 di novembre. Terremo conto di quanto perverrà ovviamente se non in contrasto con le posizioni dell'Associazione. Già da ora ringraziamo quanti vorranno partecipare a questa raccolta di idee.

giovedì 25 ottobre 2007

Oltre l'ASL

di Carlo Baviera

Così un altro pezzo di storia del Monferrato è stato smantellato; l'Asl, che teneva insieme un territorio, subisce l'eutanasia da parte della Regione. Nei prossimi mesi sapremo se almeno la sede della nuova Asl provinciale sarà lasciata (come proposto dalla Presidente della Regione) a Casale Monferrato: dubitiamo di questo sbocco, ma continuiamo a sperare. Fortunatamente, almeno il Servizio Socio - Assistenziale resterà organizzato a livello monferrino fra i 52 Comuni aderenti, e i Comuni di Moncalvo, Trino e Palazzolo resteranno nel nostro distretto sanitario.
Preso atto della soluzione, peraltro conseguenza di decisioni passate che vedevano la sanità come Azienda da gestire con principi di economicità ed efficienza e quindi da razionalizzare con una visione di mercato in concorrenza con strutture private, è inutile voltarsi indietro e piangere sul passato. È il momento di un colpo di reni per l'intero Monferrato; poichè le battaglie contro l'accorpamento Asl o a favore della Corte d'Appello non sono azioni campanilistiche, ma invece la continuità di un impegno che cerca di dare identità al territorio, di tenerlo unito proprio per sconfiggere i campanilismi, per avere una sola voce nella programmazione della Provincie e della Regione, serve continuare l'impegno cercando nuovi obiettivi. Alcuni, quasi per ritorsione, pensano al passaggio con la Provincia di Vercelli; ma il problema non è solo e tanto il cambio di provincia pensando che questo solo basti ad avere alleati forti e recuperare quanto negli anni è stato sottratto a Casale.
Serve capire quale ruolo si è capaci di individuare per il casalese (le potenzialità turistiche vanno meglio precisate e finalizzate, si deve continuare a fornire nuovi servizi al sistema produttivo, dobbiamo qualificare sempre più l'offerta scolastica e universitaria); dobbiamo pensare a politiche demografiche più aggressive rispetto a quanto si muove a livello nazionale; va rilanciata tutta la politica collinare e agricola; bisogna favorire una viabilità più snella con Torino e Milano e insistere per un sistema di trasporti su rotaia che non ci consideri un paese sperduto e periferico.
Il futuro è una classe politica che superi recenti litigiosità o miopi ostruzionismi reciproci, cerchi solide alleanze con altri territori, individui priorità per tutto il territorio, non resti chiusa nel palazzo ma programmi con la società, gli imprenditori, i soggetti sociali, il mondo della cultura e del volontariato; e che sappia guardare ed inserirsi nelle strategie generali che avvengono attorno a noi (Alta Velocità, Logistica, Retroporto Genovese, Settembre Musica che lega Torino e Milano e comuni minori, ecc.). Solo con un territorio che aumenti i residenti e che abbia un'economia più solida sarà possibile ottenere istituzioni che qualifichino Casale
come capoluogo e il Monferrato come area rilevante nel sistema regionale.

sabato 29 settembre 2007

SULLO SCAFFALE

Il Pavone e i generali
IL PAVONE E I GENERALI
BIRMANIA: STORIA DA UN PAESE IN GABBIA



Autore: CECILIA BRIGHI
Casa editricie: BALDINI CASTOLDI DALAI EDITORE
Prezzo: Euro 16,50





Nella fantasia di molti occidentali, la Birmania è una terra di grande fascino, di storie preziose, di incanti velati…
In realtà, questo Paese è il primo esportatore di metanfetamine al mondo e il secondo per il traffico di oppio. Un Paese che da quasi mezzo secolo è oppresso da una sanguinosa dittatura militare, che schiaccia il popolo con il lavoro forzato, con violenze, stupri e deportazioni. Un regime dittatoriale che, da oltre dieci anni, tiene agli arresti domiciliari Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace e simbolo della resistenza democratica e non violenta.
Questo libro racconta le vicissitudini e la fuga rocambolesca all’estero di alcuni dei protagonisti politici e sindacali dell’opposizione. Nato dal lungo lavoro di collaborazione dell’autrice con alcuni di loro, "Il Pavone e i generali" ci presenta un intreccio di vicende attraverso le quali scorre anche la storia politica e sociale della Birmania, dal dopoguerra a oggi, la brutalità e la repressione di questa dittatura di fronte alla quale molti governi ancora oggi chiudono gli occhi.
È la storia dei sentimenti e delle emozioni di uomini e donne che, per uno scherzo amaro del destino, sono stati costretti a trasformare la loro vita, ad abbandonare i loro amori, i figli, le famiglie, i loro progetti di lavoro, per diventare protagonisti della resistenza democratica e dell’opposizione al regime dei cosiddetti «macellai di Rangoon».

I DIRITTI D'AUTORE VERRANNO DEVOLUTI ALLE ORGANIZZAZIONI DEMOCRATICHE E SINDACALI BIRMANE

giovedì 27 settembre 2007

Solidarietà

Oggi ci sentiamo sinceramente vicini al popolo birmano. Le notizie che purtruppo giungono dal Myanmar con uccisioni e violenze da parte della Giunta militare, che continua a tenere sotto un ferreo regime oppressivo il Paese asiatico, ci colpiscono come democratici, come credenti e come cittadini del mondo affratellati a tutti i popoli, in particolare a chi soffre. Gli avvenimenti di Yangon ci ricordano il Cile, la Cecoslovacchia, l'Ungheria, la Grecia, San Salvador, la repressione dei giovani cinesi, fatti che pensavamo superati con l'avanzare della civiltà e del progresso, con la caduta del muro di Berlino, con gli effetti anche positivi di nuove tecnologie e globalizzazzione. Purtroppo prendiamo atto che se non si disarmano (fisicamente e culturalmente) i potenti e i detentori delle ricchezze (finanziarie ed ideologiche) e se non si rafforza significativamente l'ONU ci troveremo ripetutamente in situazioni similari. A noi piccoli e impoteni non resta che una partecipazione silenziosa ma critica, e soprattutto il lavorare ogni giorno nei nostri luoghi di studio e di lavoro per contribuire a rafforzare la coscienza democratica delle persone che incontriamo: perchè anche da noi un certo fascino per la violenza, l'ordine, l'arroganza sta crescendo e va bloccato con ogni mezzo. Oggi perciò siamo tutti cittadini di Myanmar e sostenitori dei monaci buddisti e di Aung San Suu Kyi.

lunedì 24 settembre 2007

Sogno o realtà ?

Buon successo per la prima edizione "della corsa delle botti" fra i quartieri di Casale Monferrato. Lanciamo una proposta: perchè non fare diventare questa "sfida originale" il nostro Palio ? Eviteremmo anche le contestazioni che gli animalisti regolarmente rivolgono ad altre disfide, basate sull'uso di animali. E avrebbe anche la originalità di essere caratteristica per una zona, come il Monferrato, a vocazione vitivinicola! Volendo si potrebbe anche tenere un'edizione primaverile (in occasione di Riso e Rose) facendo gareggiare i rappresentanti dei nostri Comuni.

Il quotidiano La Stampa parla dei buoni risultati di MITO Settembre Musica. Francesco Micheli ideatore di questo gemelaggio culturale tra Milano e Torino dice di un "palcoscenico in un'immensa area dove c'è il meglio dell'Università, dell'indrustria, della sanità. La vea scommessa è mettere tutto questo in rete.....Qundo finalmente funzionerà l'alta velocità l'interscambio tra le aree di riferimento di Torino e Milano sarà ancora più facile. Per l'anno prossimo Novara e Alessandria hanno già chiesto di partecipare". È l'ora di inserirsi anche per noi: anni fa si era ideato Sotto lo stesso cielo, una collaborazione tra più Comuni di carattere culturale che fosse in grado di tenere legati ad uno stesso filo rosso le iniziative di ogni Ente. Ora ci viene offerta su un piatto l'occasione per trasformare quella cellula iniziale in qualcosa di solido. Avanti Savoja, anzi Comuni Monferrini facciamo un passo decisivo che ci inserisca in un circuito più ampio e qualificato: e magari potremmo valorizzare anche la musica popolare e dialettale e il balletto dando una visibilità ancora maggiore a Vignaledanza.